Mettersi in proprio: cosa cambia davvero

Partita IVA, albo artigiani, abilitazioni e contributi — scritto per chi sta in cantiere, non in ufficio.

Guida NINO · aggiornata il 25 settembre 2026

Prima di tutto: l'abilitazione

In Italia, per chi installa impianti, la domanda che viene prima di ogni altra non è fiscale. Il DM 37/08 stabilisce i requisiti tecnico-professionali per installare e manutenere impianti elettrici, idraulici, gas e di climatizzazione.

Senza quei requisiti non puoi rilasciare la dichiarazione di conformità, e senza dichiarazione di conformità l'impianto non è a norma: non passa i controlli, crea problemi al cliente in caso di vendita dell'immobile e ti espone in caso di sinistro.

I requisiti si ottengono per titolo di studio, per qualifica professionale o per esperienza lavorativa documentata alle dipendenze di un'impresa abilitata. Qual è la tua strada lo verifichi in Camera di Commercio prima di aprire, non dopo.

Le iscrizioni, in ordine

Partita IVA. Con il codice ATECO che descrive davvero quello che fai. Non è un dettaglio: determina il coefficiente di redditività se scegli il forfettario e a quali obblighi sei soggetto.

Registro Imprese e albo delle imprese artigiane. Presso la Camera di Commercio. È lì che si verificano anche i requisiti tecnici.

INPS, gestione artigiani. I contributi previdenziali degli artigiani hanno una parte fissa dovuta a prescindere dal reddito e una parte percentuale oltre un minimale. Gli importi si aggiornano ogni anno: falli calcolare sul tuo reddito previsto, non prenderli da un articolo trovato in rete — questo compreso.

INAIL. L'assicurazione contro gli infortuni è dovuta per l'attività artigiana.

Tutto questo si fa in genere con la Comunicazione Unica, ma i passaggi restano distinti — ed è il primo, l'abilitazione, quello che le persone saltano.

Cosa pagherai

Le imposte sul reddito. In regime ordinario l'IRPEF a scaglioni; in regime forfettario un'imposta sostitutiva unica.

L'IVA. Aliquota ordinaria 22 %, con aliquote ridotte per certi interventi sugli immobili. Quale aliquota si applichi al tuo lavoro dipende dal tipo di intervento e dall'immobile: è una domanda concreta per il commercialista, non una regola da applicare a memoria. In forfettario l'IVA non si applica affatto.

I contributi INPS artigiani. La voce che sorprende di più, perché la parte fissa si paga anche in un anno con poco lavoro.

È proprio questa parte fissa il motivo per cui la tariffa oraria va calcolata sul serio: i contributi ci sono anche nei mesi vuoti. Come si calcola: fare un preventivo.

Il primo anno è una trappola gentile

Le imposte arrivano dopo i soldi. Lavori l'anno, i versamenti arrivano l'anno seguente — e con gli acconti si sommano.

I contributi non aspettano il fatturato. La quota fissa si versa comunque.

Le spese non registrate non esistono. In regime ordinario ogni fattura persa è reddito tassato senza averlo guadagnato. In forfettario il discorso cambia, ed è proprio questo il punto della guida dedicata.

E la tariffa oraria di solito è sbagliata. Se contributi, assicurazione, furgone e giorni vuoti non sono dentro il prezzo, stai lavorando per pagarli.

Questa guida è informazione generale, non consulenza fiscale. Importi e regole cambiano ogni anno e il tuo caso può essere diverso: verifica con il tuo commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Cosa serve per aprire la partita IVA come artigiano?

L'apertura della partita IVA con il codice ATECO giusto, l'iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio e all'albo delle imprese artigiane, e l'iscrizione alla gestione artigiani INPS. Per molti impianti servono inoltre i requisiti tecnico-professionali del DM 37/08.

Cos'è il DM 37/08 e mi riguarda?

È la norma sull'abilitazione per chi installa impianti — elettrici, idraulici, gas, climatizzazione. Senza i requisiti previsti non puoi rilasciare la dichiarazione di conformità, e senza quella l'impianto non è a norma. È il punto da chiarire prima di tutto il resto.

Quanto pago di contributi INPS?

Gli artigiani versano contributi alla gestione artigiani, con una quota fissa e una percentuale sul reddito oltre un minimale. Gli importi cambiano ogni anno: falli calcolare dal commercialista sul tuo reddito previsto, non fidarti di numeri letti in giro.

Conviene il regime forfettario?

Spesso sì all'inizio, ma dipende dai costi. Tutti i dettagli nella guida dedicata.

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